Sunday, January 22, 2006

A volte ritornano (in mente)...

"Where the land meets the sea
She'll be smiling so sweetly now.
I hope that she'll be here much longer than i will
My heart loves her with every beat now."


[Home, Simply Red]

Breathless

...Oggi è una di quelle giornate così belle da toglierti il fiato...

Tuesday, January 17, 2006

Integrazione dei saperi

Credo che ciò che unisce davvero le persone, non sia avere interessi in comune, amare ed odiare le stesse cose. Penso che si sia davvero vicini a qualcuno quando ci lasciamo affascinare e catturare dal "suo mondo", alla sua originalità.
Solo allora ci apriamo alla scoperta degli altri: impariamo ad amrli prorpio perchè sono diversi da noi, sono quell'universo che a noi manca.

Monday, January 16, 2006

Domino

Certi giorni, tipo oggi, è come se mettessi tutte le tessere del domino una dietro l'altra a poca distanza... Basta un niente, cade la prima e tutte dietro...
E chi le ferma più? :-(

Neurologia

Esito delle 4 ore di Neuroanatomia di oggi.
Rassegnatevi: tra i 20 ed i 70 anni si perdono 86.000 neuroni al giorno.
Ma niente paura, alla fine ne abbiamo "solo" un 10% in meno! :-)

Sunday, January 15, 2006

Gregoriano II

A proposito di musicoterapia. Questo è uno dei cd che ho acquistato la settimana scorsa. Sono otto giorni che non mi faccio mancare una dose quotidiana. Perchè, si dice, faccia bene. Perchè non è niente male. E perchè è utile quando stai studiando in aula studio e non vuoi essere disturbato. Con su le cuffie è come essere su un altro pianeta.

Musicoterapia

Mi sa che questa, che sembra una cavolata, ha qualche base fisiologica. La musica è terapeutica. Certi generi, in particolare, come quella classica hanno particolari effetti sul sistema nervoso autonomo: regolarizzano il ritmo cardiaco e respiratorio, rilassano agendo sul sistema ortosimpatico.
Come? Probabilmente perchè l'orecchio non è solo l'organo dell'udito, ma anche dell'equilibrio. In senso lato. La coclea, infatti, è in grado di fornire all'encefalo informazioni costanti sulla posizione dei segmenti corporei, cioè sul modo in cui ci muoviamo, ci atteggiamo, ci relazioniamo con il mondo.
Potrebbe funzionare!

Friday, January 13, 2006

Human Body

L'altro giorno, durante il tutorial di Ortopedia, abbiamo fatto un po' di fasciature tra di noi. Anche se mi sembra una delle specialità un po' più cruente, mi affascina. L'ortopedico conosce perfettamente le strutture che modellano un corpo (ossa e muscoli), che lo rendono armonico e funzionale. E' bellissimo intuire dall'esterno ciò che sta sotto la pelle, vederne il decorso, poter intuire la struttura. Sapere con certezza cosa si può sentire con le priprie mani.

Sunday, January 08, 2006

Ciò che mi tiene in piedi...

"Volete fare buona medicina? Amate seriamente. Volete farla migliore? Amate di più.
Volete fare ottima medicina? Amate come Cristo ci ha amati: la sua pelle per la nostra."


[don Luigi maria Verzè]

Per una perfezionista...

L'ottimo è nemico del bene.

Friday, January 06, 2006

6 gennaio

Riceerca e Libertà

Sebbene ampiamente soppiantati dalla Befana (purtroppo), la figura centrale della festa del 6 gennaio dovrebbe essere quella dei Magi.

Uomini di profonda cultura, scienziati, astrologi, in particolare.

Riflettendoci mi è venuto da pensare ad un'analogia con i ricercatori moderni...
Ed oggi, forse un po' ironicamente, ho pensato ai Magi come modello.
Perchè no, in fondo?
Ma, anche, in che senso?

Certo, il paragone è un po' azzardato. Soprattutto perchè hanno "meritato" di essere ricordati per duemila anni (ed io non credo accadrà la stessa cosa con la maggior parte dei premi Nobel!).

E mi sta risuonando in testa una frase, una citazione dal cartone animato "Il Re Leone" (stasera a ruota libera, eh?): "Ricordati chi sei, tu sei molto ti più di ciò che sei diventato". (Lo dice Mufasa a Simba, in sogno...).

Sì, forse, duemila anni fa neppure i Magi si sentivano quegli uomini speciali che poi sono diventati (almeno nella Bibbia e per chi ci crede). Altrimenti, penso, non avrebbero sentito la necessità di mettersi in ricerca. Probabilmente anche loro sentivano dentro questa frase (una simile, almeno!).

E fa bene anche al ricercatore moderno, avercela dentro.
La domanda vera, per chi fa ricerca, dovrebbe sempre essere questa: "Che cosa siamo e che cosa vogliamo essere?".

E la scelta, in ultima istanza, penso sia quella tra schiavitù e libertà.

Per fare ricerca l'uomo deve essere libero.

E' un dono sublime e terribile, la libertà. Sublime perchè ci permette di farci delle domande e di metterci in ricerca delle risposte. Ci fa sentire capaci di agire per trovare un senso all'esistenza. E ci permette di impiegare, di mettere a frutto tutte le qualità migliori che abbiamo.
Terribile perchè essere liberi significa essere senza terra. Vuol dire non aggrapparsi disperatamente ad una certezza, ad una scoperta, ad una conquista come se fosse una verità universale, eterna ed immutabile. Essere liberi è vivere nella precarietà. Vivere nella consapevolezza che non dobbiamo sentirci arrivati. Che dobbiamo sempre superare noi stessi ed i nostri limiti.

Ed è proprio in questo che si corre il rischio di cadere nell'eccesso opposto. Dall'assolutismo al relativismo, l'essere schiavi dell'idea di libertà assoluta.
Il che spesso si traduce nel mascherare, nel dare un nome diverso ad altre schiavitù meno "nobili" delle ideologie, come il potere, il successo, il denaro.

E' davvero un circolo vizioso.

O sembra, o siamo portati a credere che lo sia. Perchè la libertà è un peso enorme da sopportare. O, per contro, di una leggerezza insostenibile.

Ma affermare che ciò che sappiamo oggi non è una verità "pesante", consistente, un'ancora di salvezza, che potrebbe, invece, essere effimera e fugace (probabilmente lo è), può anche essere molto positivo. E' ci ripete sempre "Tu sei molto di più di ciò che sei diventato". Non accontentiamoci di ciò che abbiamo. Non accontentiamoci di ciò che non ci convince. Non accontentiamoci. Continuiamo a cercare.

E ancora. Essere consapevoli che potremmo (probabilmente sarà così) non arrivare ad un successo, ad una verità accettabile, sebbene parziale, potrebbe indurci a non incamminarci nemmeno. Ma non arrivare alla meta non equivale a dire che la meta non esiste. E' sciocco credere che ciò che non vediamo non esista. Quante cose abbiamo scoperto nell'ultimo secolo? E chi se lo sarebbe aspettato? Esistono anche le cose che non siamo ancora in grado di vedere. Perchè non potrebbe esistere la verità di cui sentiamo tanto il desiderio?

E allora mettiamoci in cammino. E non accontentiamoci di ciò che abbiamo. E seguiamo la nostra stella. E offiamo i nostri doni migliori, l'oro, l'incenso e la mirra della nostra vita. Come i Magi. Forse, come i Magi, troveremo la Verità. Quella Verità che non smette di farsi sentire: "Ricordati chi sei, tu sei molto di più di ciò che sei diventato". Perchè la Verità non farà che questo: "La Verità vi renderà liberi".

Ci provo

Faccio fatica a pregare per Ariel Sharon quasi come se fosse Hitler, Mussolini, Stalin o Bin Laden.
Però ci provo.

"Perchè, se io fossi giusto, forse ora non ci sarebbe neppure quel delinquente che sta davanti a me"

[F. Dostoevskij, I Fratelli Karamazov]

Thursday, January 05, 2006

News for Nerds...

Cliccando qua e là, (perchè quando c'è qualche cosa da cliccare non mi scappa, sono u tipo curioso) ho trovato questa notizia... E nonostante la rilevanza non l'ho ancora trovata da nessun'altra parte... Bisogna proprio essere dei nerds per non perdersi le cose che contano?

E' l'anno dei pinguini...

Al cinema di certo, con tutti sti cartoni animati con questi simpatici animali...
... Speriamo che invadano presto anche il sistema operativo del mio vecchio PC... ;-)

Alla rai mi vogliono bene...

Stasera su raiuno ci sono due appuntamenti per me imperdibili.
Così torno un po' bimba, almano qualche ora...



Per chi non ci credesse...

...lo dicono anche i quotidiani, ormai!

Wednesday, January 04, 2006

For Your Babies

You've got that look again
The one I hoped I had when I was a lad
Your face is just beaming
Your smile got me boasting, my pulse roller- coastering
Any way the four winds that blow
They're gonna send me sailing home to you
Or I'll fly with the force of a rainbow
The dream of gold will be waiting in your eyes

You know I'd do most anything you want
Hey I, I try to give you everything you need
I can see that it gets to you
I don't believe in many things
But in you I do

Her faith is amazing
The pain that she goes through contained in
The hope for you
Your whole world has changed
The years spent before seem more cloudy
Than blue
In many ways your baby's controlling
When you haven't laid down for days
For the poor no time to be thinking
They're too busy finding ways

You know I'd do most anything you want
Hey I, I try to give you everything you need
I'll see that it gets to you
I don't believe in many things
But in you I do

You know I'd do most anything you want
Every day I, try to give you everything you
Need
We'll always be there for you
I don't believe in many things
But in you I do


[Simplified, Simply Red]

Biologia e Fisica e Musica e...

Perchè un elemento architettonico con determinate proporzioni risulta più piacevole di un altro? E che cosa ci permette di definire un suono "gradevole" o "sgradevole"?
Si può ridurre tutto al "de gustibus"?


Io dico di no (cioè non lo dico solo io, per fortuna!).

Partiamo dal presupposto che ogni suono è caratterizzato da una frequenza fondamentale e che è possibile esprimere il rapporto tra le frequenze di due suoni diversi. Alcuni rapporti risultano più piacevoli al nostro orecchio (e questo è alla base della possibilità di comporre pezzi che non risultino delle schifezze immonde). Perchè? E' tutto dovuto al caso?

Se rifiutiamo l'ipotesi che sia esclusivamente una questione "personale", possiamo ipotizzare che la "gradevolezza" di ciò che percepiamo attraverso i sensi sia spiegabile mediante qualche legge generale.

Possiamo ipotizzare che la sensazione di consonanza o dissonanza che accompagna l'ascolto di due note suonate simultaneamente abbia qualche base fisiologica e, addirittura, fisico-matematica.
E se davvero esiste una legge generale che ci permette di descrivere questa particolare "sensazione acustica" chiamata gradevolezza, questo significa che esistono una serie n di altri sistemi per cui la suddetta legge è valida.
Ergo, possiamo prendere un modello semplice per studiare un fenomeno complesso come l'udito.

L'orecchio umano non è altro che un insieme di ossa, membrane, dispositivi capaci di vibrare se opportunamente stimolati (per esempio dall'onda sonora prodotta da uno strumento musicale). Il sistema fisico che più si avvicina al nostro sistema dinamico è l'oscillatore non lineare.

Un oscillatore, a differenza dell'orecchio, ha una sua frequenza di vibrazione e può essere stimolato da onde di frequenza diversa, con risposte che variano al variare dell'impulso fornito. Ora, il nostro orecchio stimolato da due note suonate contemporaneamente è analogo ad un oscillatore stimolato periodicamente da una frequenza esterna.

Se potessimo sperimentare direttamente vedremmo (fidatevi di quello che scrivo, se no non andiamo avanti!) che le risposte degli oscillatori sono "gerarchiche": a razionali più "semplici", quelli definiti da numeri interi e piccoli, corrispondono risposte più stabili.

E, udite udite, ovviamente (dico ovviamente, perchè c'entra un po' sempre come il prezzemolo) i razionali più semplici sono quelli che derivano dal rapporto dei convergenti della SEZIONE AUREA! (1, 1/2, 2/3...)
Insomma, la sezione aurea descrive la gerarchia delle risposte di un oscillatore non lineare periodicamente forzato.

E la cosa ancora più stupefacente, che rende ragione del fatto che l'oscillatore sia un buon modello, è che gli stimoli che evocano le risposte più stabili dell'oscillatore sono anche gli stimoli che risultano più gradevoli all'orecchio umano. E sono proprio questi rapporti gli intervalli armonici accettati dalla musica occidentale (ottava 1/2, quinta 2/3 ecc...).

Insomma, la gradevolezza equivale alla risposta con massima stabilità del sistema orecchio.
Una risposta dell' "hardware" e non un'elaborazione software a livello della corteccia.

Quali sono le conseguenze?

Beh, innanzitutto il fatto che si può semplificare notevolmente lo studio di certi fenomeni se si evita di "passare dal cervello", con tutte le integrazioni che competono a questo organo... e che, d'altra parte, si lascia al cervello il compito di relè delle informazioni acustiche rilevanti e della loro integrazione, che ci fanno piangere o sorridere o emozionare quando ascoltiamo della buona musica!
Insomma, il cervello potrebbe (potrebbe) non essere assolutamente limitato dalle leggi fisiche che regolano gli organi della sensibilità specifica, come l'orecchio. E questo renderebbe enormemente maggiori le potenzialità...

P.S.: se volete saperne di più, visto che è stato difficilissimo da spiegare, vi consiglio di leggere l'articolo (www.biologiateorica.it/systemanaturae/art2002/Gonzalez.pdf) di quest'uomo geniale (che quando riuscirò a capire fino in fondo quel che scrive, sarò già con un piede a Stoccolma!).
E comunque chiedo venia a quelli che ne capiscono più di me per le stupidate che potrei aver (sicuramente ho) scritto.

P.P.S.: grazie a quanti hanno suscitato in me l'interesse per l'integrazione dei saperi e per la DIVINA PROPORZIONE.

Tuesday, January 03, 2006

Home


Borgosesia, per certe cose, è proprio un posto fantastico!

A volte...

...rileggo i miei posts archiviati, solo per pensare a quanto la mente umana possa essere piena di risorse... Scadenti.

Programmi per il pomeriggio

Priorità in un pomeriggio dedicato a "me stessa":

a. Dormire, dormire dormire (almeno un pochino oggi pomeriggio, anche se sono certa che sarà più facile che crolli stasera :-));
b. Portare a spasso i miei cani;
c. Una buona merenda;
d. Un bel cd, un libro da finire, un divano ed una coperta;
e. Un bagno caldo;
f. Una pizza per cena.

Buon pomeriggio!

La sera leoni...

... beh, sapete anche voi come va a finire il detto.

Ed è vero! Almeno per me... Ieri sera sono uscita per un birra con un po' di gente e mica siamo tornati tardi: all'una ero già al caldo, sotto il mio piumone...
E stamattina ho fatto suonare la sveglia un'ora dopo il solito... Beh, ho realizzato ora di aver dormito solo sei ore, che effettivamente non è molto, ma non si può essere così rintronati dopo tre caffè, no?

Beh, fatto sta che stamattina di concentrarsi non se ne parla proprio...

Però non è che la situazione mi dispiaccia, almeno per una serie valida di motivi.

Primo. La serata è stata piacevolissima. Era un sacco che non uscivo. Poi era per una buona causa. E la Marta è stata così brava ad organizzare il tutto, che meritava prorpio che fosse un successo...
Secondo. Almeno per una volta, una forza di causa maggiore mi "costringe" a fare un po' di vacanza... (ci riesce solo la febbre, di solito).
Invece il mio corpo, oggi, ha deciso che "è ora di basta", che non se ne può più, che le vacanze sono fatte anche per staccare la spina. Se ci si riposa un po' si rende meglio, si è più rilassati e concentrati.

Perciò oggi si chiudono i libri. Si fa un riposino dopo pranzo, si esce a fare quattro passi, magari si va a bere una cioccolata calda, si aiuta mamma a fare la spesa... Le cose che si fanno in vacanza.

Per tutto questo, il corpo della sottoscritta, che di solito rimane inascoltato dal suo stesso intelletto, ringrazia sentitamente tutti coloro che hanno contribuito, più o meno consapevolmente, a garantirgli un giorno di "ferie retribuite".

Monday, January 02, 2006

Gregoriano

"Il canto gregoriano viene usato perchè il suo ritmo regolarizza i ritmi neurovegetativi respiratori e cardiaci e induce alla verticalità ed all'ascolto.
Con l'ascolto e l'educazione posturale è possibile rieducare l'impostazione della voce e l'auto-controllo vocale in modo che il corpo vibri come una cassa di risonanza.
Per cantare il gregoriano è essenziale che la verticalità sia perfetta e che la laringe, venendo così a contatto con la colonna vertebrale, la faccia vibrare. Questa vibrazione arricchisce il canto di armoniche elevate e il suono diventa caldo e rotondo. [...]

Quando i monaci iniziarono a cantare, ogni pietra iniziò a vibrare all'unisono con la voce umana e, con le pietre, anche la valle. Sentii che anche il mio corpo vibrava. Lo sentii danzare mentre, immobile, ascoltavo. Pensai che poteva essere importante far sentire a una persona con problemi muscolari e articolari che il corpo può vibrare per la musica. Il corpo è uno strumento musicale in grado di risuonare come una cassa armonica, in sintonia con la musica interiore e con quella esteriore."

[L. Bertelè, Il linguaggio emozionale del corpo]

E' assolutamente stupefacente.
Non che me ne intenda particolarmente di gregoriano, anzi proprio per nulla. Mi ha solo sempre affascinata. Ed in questo periodo di superlavoro dovrei proprio cominciare ad ascoltarne un po'. Qualche consiglio?

Anno nuovo...

Se uno vuol bene a se stesso, desidera sentirsi amato.
Se uno vuol bene, desidera amare.

Tra il dire ed il fare...

Uno, a volte, legge delle cose. Tipo questa:

" Non c'è nulla di più allettante per l'uomo che la libertà della sua ciscienza, ma non c'è neanche nulla di più tormentoso.
Tu volesti il libero amore dell'uomo, volesti che Ti seguisse liberamente, incantato e conquistato da Te.
Tu non scendesti dalla croce, perchè avevi sete di una fede nata dalla libertà e non dal miracolo."


[F. Dostoevkji, I fratelli Karamazov]


E ti viene da pensare: "Eccezionale, sì è certamente così. Ma poi non cambia niente. Forse c'è bisogno di incubazione. E di rileggere ciò che ti accade in una luce nuova. Perchè ad un certo punto non basta più pensarlo. La verità richiede di riorientare la propria vita nella sua direzione. Chiede di lasciare il vecchio modo di pensare, lasciare tutto e rivoluzionare i propri orizzonti.
E si spera che questo capiti prima di aver fatto troppo sciocchezze. Solitamente se n'è è fatte addirittura troppe, purtroppo, prima di decidere davvero.

Sunday, January 01, 2006

Reggicalze, collant ed autoreggenti

E' notizia di ieri. Il reggicalze torna di moda.
Argomento futile, da inizio anno poco impegnato.
Ora, non sono una femminista sfegatata, non sono per la parità dei sessi, ma nemmeno una che crede troppo alle "armi di seduzione". E poi mi piacciono le cose semplici e pratiche.
Non so se userei mai un reggicalze. Mi sa di molto ma molto scomodo. Preferisco i collant classici, anche se non sono particolarmente estetici, specialmente se non si nasconde bene l'elastico il vita.
Al limite le autoreggenti.