Monday, July 31, 2006

Neuromuscular Junction

This is what...


I'm gonna work with.

Sunday, July 30, 2006

Il grande amore

"Quando il grande amore lo respinge, qualcosa in un uomo muore. E non può che andarsene lontano, per trovare un'altra donna, da amare... un po' di meno"


Non so se esista davvero l'anima gemella. Però se viene rifiutato a me non sembra proprio un grande amore... IMHO.

Melinda e Melinda

Il mio primo film di Woody Allen. Molto, molto interessante. Anche se, credo, non il migliore. Ma non ne so molto...
Qualche consiglio?

"Credi che non comunichiamo?"
"Ma certo che comunichiamo, possiamo non parlarne?"

Old laptop

Questa volta comincio davvero. Da qui.

Saturday, July 29, 2006

Sometimes

Non mi piacciono i messaggi metacognitivi. Bisogna essere chiari, nella vita, IMHO.
Non amo aspettare che le cose evolvano (o si dissolvano) logorate dal tempo. Se sono destinate a finire è meglio che non agonizzino. Mettiamoci un punto fermo. E stop.
Mi piacciono le persone che lo sanno fare.

PBC in concerto

Nonio, 28.07.2006.

Come non dedicare un post a questi ragazzi? :-)

Beh, innanzitutto, complimenti. Ottima serata e ottimo concerto. Bella scaletta, tutto benone: voce, strumenti, audio... Bravi davvero!

E poi diciamocelo, i Nomadi sono sempre i Nomadi. (cioè il primo gruppo che ho ascoltato nella mia vita, il mio primo concerto, il primo cd che ho regalato alla mia mami per il compleanno...).
Certo, Augusto manca un po' a tutti, ma, per fortuna...

"Lasciamo un suono."

P.S.: btw, per il prossimo concerto, non è che potreste pensare di preparare "Per Fare un Uomo"?

Per fare un Uomo

E cade la pioggia
E cambia ogni cosa
La morte e la vita
Non cambiano mai
L'inverno è tornato
L'estate è finita
La morte e la vita
Rimangono uguali.
La morte e la vita
rimangono uguali.
Per fare un uomo
Ci vogliono vent'anni
Per fare un bimbo
Un'ora d'amore
Per una vita
Migliaia di ore
Per il dolore
È abbastanza un minuto.
Per il dolore
È abbastanza un minuto.
E verrà il tempo
Di dire parole
Quando la vita
Una vita darà
E verrà il tempo
Di fare l'amore
Quando l'inverno
Più a nord se ne andrà.
Poi andremo via
Come fanno gli uccelli
Che dove vanno
Nessuno lo sa
Ma verrà il tempo
E quel cielo vedremo
Quando l'inverno
Dal nord tornerà.
Quando l'inverno
Dal nord tornerà
E cade la pioggia
E cambia ogni cosa
La morte e la vita
Non cambiano mai
L'estate è passata
L'inverno è alle porte
La vita e la morte
Rimangono uguali.
La vita e la morte
Rimangono uguali

Io Voglio Vivere

Forse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Contro il mio equilibrio sempre un po' precario
libero l'istinto, ciò che mi sostiene
emozione nuova senza nome
la ragione che ci invita a continuare
per questo problema non ho soluzione
io mi sento vittima e carceriere
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Forse la coscienza, il senso della vita
sta in mezzo a mille notti o forse più
non servirà a tradire semplicemente amare
qualsiasi cosa che ti dà di più

Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...
io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare e farmi male, voglio morire di te...

Sangue al cuore

Girano e rigirano i pianeti,
girano anche sotto i nostri piedi
scaviamo fino in fondo al nostro cuore
e trovare solo altro rumore
restiamo in piedi adesso!

domani sveglia presto andiamo a spasso
tutti insieme nello spazio
non prima di aver detto preghierina
per padre onnipotente e l'oro nero
restiamo in piedi adesso!

io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare
voglio fare l'amore
voglio stare con te
e il mondo sa dove va!

Si contano e ricontano i pianeti
qui la terra intanto non sta in piedi
ma il nostro capitale è ormai al sicuro,
clonare un sogno ed un futuro,
su da bravi adesso tutti in fila,
facciamoci cambiare la batteria
che a curare l'arte e la poesia,
Beh! ci pensa lo psicanalista e sia!

io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore

voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore

voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!

Girano e rigirano i pianeti
ma quale santo qui ci tiene in piedi
ma dall'urlo della mia follia anch'io…
ho due righe di teoria

Io voglio solo che arrivi il sangue al cuore,
voglio un sole che arda in mezzo al cielo,
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
io mi voglio scaldare voglio fare l'amore
voglio stare con te e il mondo sa dove va!
Io mi voglio scaldare
Voglio fare l’amore

Sguardi

A certi occhi non si resiste.
Ti penetrano e capiscono tutto di te.

Thursday, July 27, 2006

Programmi per l'estate

Sono attualmente in vacanza. Ho finito il secondo anno. Insomma, sono ad 1/3.

Ora pernso all'estate.

Da stasera al 7 agosto: riposo e relax
8 - 13 agosto: Praga
18 - 24 agosto: Lourdes
1 settembre: Urbino
Settembre: spero in uno stage in lab...

Ma non vi abbandono mica, per fortuna (o purtroppo)!

Auguri

Il 25 luglio questo blog ha compiuto un anno. (scusate il ritardo, ho finito oggi gli esami). E' una piccola soddisfazione.

Sunday, July 23, 2006

Risposte

"Accadono cose che son come domande, passano minuti oppure anni e poi la vita risponde."

Alessandro Baricco.


Oggi la vita ha cominciato a farsi sentire.

Vincristina

Non è che sono megalomane... Vincristina è il farmaco che mi ricorderò sicuramente all'esame (per ovvie ragioni)...
E' un alcaloide della vinca (questo fiorellino azzurro, che probabilmente avete già visto)


ed è uno dei più potenti chemioterapici di origine vegetale.
Insieme alla vinblastina ed al taxolo (estratto dalla corteccia del tasso), ha la capacità di stabilizzare una parte dello scheletro cellulare (il citoscheletro), agendo, in particolare, sui microtubuli.
I microtubuli sono delle specie di bucatini proteici, costituiti da tubulina, una proteina globulare), che ha la capacità di allinearsi e legarsi testa cosa, formando delle veri e propri fili di perle (protofilamenti).
13 protofilamenti si mettono fianco a fianco per creare un microtubulo.


I microtubuli fanno un sacco di cose.
La loro proprietà più importante è la dinamicità: continuano a crescere e disfarsi, aggiungendo o perdendo subunità di globulina.
Tra le numerose attività dei microtubuli c'è quella di agganciare (in fase M -mitosi- del ciclo cellulare) i cromosomi duplicati (2 cromatidi fratelli attaccati a formare le famose x con cui vengono di solito rappresentati) e separarli, in modo che ciascuna nuova cellula riceva un corredo genetico completo.



Ovviamente questo richiede che i microtubuli crescano, in un primo tempo, dai 2 poli cellulari verso l'equatore della cellula in divisione, dove i cromosomi si trovano allineati, e poi decrescano, tirando ciascun cromatide verso uno dei poli. Altrimenti il gioco non funziona, ovviamente.
Questo è il bersaglio degli alcaloidi della vinca, che si legano alle subunità impedendo la crescita (nel caso di vincristina e vinblastina) o ai microtubuli formati, impedendone la decrescita (nel caso del taxolo).
Incredibile, no?
E' vero che sto parlando di chemioterapici, ma lo trovo estremamente affascinante...

Best Friends

Dieci anni fa era l'estate tra quinta elementare e prima media. In questo periodo ero ad un campo scuola con l'oratorio di Agnona, a Ferrate (andavamo sempre lì, tutte le estati...). Naturalmente c'era anche Marta.
Quell'estate ho saputo che sarei stata in classe con lei anche alle medie, dopo asilo ed elementari.
Dopo tantissime pomeriggi passati insieme, a casa mia o a casa sua. Dopo un sacco di compleanni festeggiati insieme. Dopo un numero infinito di gite in montagna, di sabati all'oratorio, di messe a suonare insieme... Un sacco di cose.
13 anni di scuola, 18 di conoscenza. Tra alti e bassi, tra perdersi e ritrovarsi. E ritrovarsi cambiate, cresciute, ma con la stessa voglia di essere insieme.
Perchè certe vite si incastrano, come le tessere di un puzzle quando sono destinate a stare vicine per comporre la figura. Non puoi metterle da nessun altra parte, anche se è l'ultima mossa che uno fa per completare il quadro. Non importa per quanto tempo devono stare separate. Devono stare vicine.

SMS II

Ieri sera stavo guidando verso casa, la borsa sul sedile posteriore, ed ho ricevuto un sms. Ma stavo guidando, così non l'ho potuto leggere immediatamente...
E ho pensato che, forse, la cosa carina degli sms è proprio pensare a chi può avertelo spedito, ancor prima di poterlo leggere.
Perchè qualcuno ha pensato a me.
Cioè, sono stata per un minuto nella giornata di una persona, anche se non ci siamo incontrate o siamo lontane...
Beh, forse il bello è che si vorrebbe riceverlo da "un" qualcuno in particolare, più che da tutti gli altri... Ma fa comunque piacere...

Friday, July 21, 2006

Pupe e Secchioni

Vedo ora che ci sarà un nuovo reality, che mette a vivere insieme delle PUPE, ergo supergnocche senza uno straccio di cultura, con dei SECCHIONI, ovvero supergeni non propriamente piacenti.
Ora la domanda è: perchè PUPE e SECCHIONI?

a. Ci sono più ragazze belle che intelligenti (e viceversa)
b. Notoriamente, le ragazze sono più belle dei ragazzi (de gustibus)
c. Evidentemente, gli uomini sono mediamente più intelligenti rispetto alle coetanee del gentil sesso
d. Il mondo è, tendenzialmente, maschilista

Thursday, July 20, 2006

Sonetto XVII

Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

~ Pablo Neruda ~

Vacanze



Altro che fuga dei cervelli...

Che sonno!

Wednesday, July 19, 2006

...

«Io, scrittore pacifista: è una guerra giusta»
«Speriamo tutti, falchi e colombe, nella sconfitta di un’organizzazione del terrore che prende di mira i civili»


Molte volte in passato il movimento pacifista israeliano ha criticato le operazioni militari delle sue forze armate. Questa volta no. Questa volta la battaglia non c'entra con l'espansione e la colonizzazione israeliana. Non c'è territorio libanese occupato da Israele. Non ci sono rivendicazioni territoriali da una parte o dall'altra. Mercoledì l'Hezbollah ha sferrato un violento attacco, senza precedenti, all'interno del territorio israeliano. Si è anche trattato di un attacco all'autorità e all'integrità del governo libanese eletto. E questo perché attaccando Israele l'Hezbollah ha anche privato il governo libanese della prerogativa di controllare il proprio territorio e di prendere decisioni in fatto di guerra e di pace.
Il movimento pacifista israeliano disapprova l'occupazione e la colonizzazione della Cisgiordania. Ha disapprovato l'invasione del Libano da parte di Israele nel 1982 perché quell'invasione puntava a distogliere l'attenzione del mondo dal problema palestinese. Questa volta Israele non sta invadendo il Libano. Si sta difendendo da un attacco e da un bombardamento quotidiano di decine di città e villaggi, cercando di annientare l'Hezbollah ovunque sia in agguato. Il movimento pacifista israeliano dovrebbe sostenere il tentativo di pura e semplice autodifesa da parte di Israele finché questa operazione prende di mira soprattutto l'Hezbollah e risparmia, quanto più possibile, le vite dei civili libanesi (compito non sempre facile visto che i lanciamissili Hezbollah usano spesso civili libanesi come sacchi di sabbia umani).
I missili dell'Hezbollah sono forniti da Iran e Siria, entrambi nemici giurati di tutte le iniziative di pace in Medio Oriente. Non può esserci equazione morale fra Hezbollah e Israele. L'Hezbollah prende di mira i civili israeliani ovunque essi siano, mentre Israele prende di mira soprattutto l'Hezbollah. Le ombre oscure di Iran, Siria e islam fanatico aleggiano sulle città e i villaggi in fumo da una parte e dall'altra del confine israelo-libanese. Queste ombre oscure stanno anche soffocando la società civile libanese, che con eroica battaglia si era recentemente liberata da una colonizzazione siriana di lunga durata.
La vera battaglia di questi giorni non infuria affatto tra Beirut e Haifa, ma tra una coalizione di nazioni in cerca di pace — Israele, il Libano, l'Egitto, la Giordania e l'Arabia Saudita da una parte — e l'islam fanatico, alimentato da Iran e Siria, dall'altra. Se, come tutti in Israele speriamo, falchi e colombe insieme, l'Hezbollah verrà presto sconfitto, ad aver vinto saranno sia Israele sia il Libano. E inoltre: la sconfitta di un'organizzazione del terrore islamista militante può far accrescere sensibilmente le speranze di pace nella regione.

(Traduzione di Monica Levy)

Amos Oz

18 luglio 2006

Tuesday, July 18, 2006

SotD

Dove (I'll be loving you), Moony

Monday, July 17, 2006

Dimenticanze...

Mi sono accorta ora di non aver MAI postato una bella foto delle mie Hela (linea cellulare stabile di carcinoma della cervice -thanks to Henrietta Lacks R.I.P.), transfettate con YFP coniugata a proteina del reticolo endoplasmatico di cui non ricordo il nome... Ora rimedio... Aspettando il prossimo stage.

Le 3 F

Ho letto questo post (oggi non c'ho proprio voglia di fare nulla, eh).
E mi permetto di confutare.

In sostanza, secondo l'autrice, l'uomo perfetto deve avere tre caratteristiche, cioè essere:
FIGO
FACOLTOSO
FEDELE

FIGO: a parte la variabilità individuale intrinseca nel concetto... Io sono del parere che non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. E per fortuna a noi donne piacciono cose diverse. Cioè, a me uno come Costantino, per esempio, non ispira granchè. Poi volete mettere? Dover sempre essere all'altezza di uno così? C'è sempre il rischio di sfigurare!
Poi ci sono dei problemi oggettivi.
a. Lo spazio nell'armadietto del bagno non è infinito, le creme di una donna occupano già un 75-90% dei ripiani (dipende dal tipo di donna). Beh, insomma, si è mai visto un bagno con due armadietti? L'uomo perfetto deve contenersi: rasoio, dopobarba spazzolino. Almeno finchè l'età lo permette...
b. Magari ci sono meno problemi sui regali, ma molte più lavatrici da fare. Capite, se questo va in palestra tutti i giorni, torna sudato come un ippopotamo, non ve la cavate più.
c. Gli anabolizzanti non fanno granchè bene... anche alla vita di coppia...

L'uomo non deve essere FIGO. Deve essere bello, che è diverso. Come un'opera d'arte è bella per quello che appare e per quello che trasmette al di là dell'apparenza. Il contenuto al di là della forma. E' quella bellezza che muove, nel senso che commuove, che vi fa venir voglia anche a voi di essere belle così... O che lui vi trovi belle allo stesso modo.

FACOLTOSO: innanzitutto facoltoso non è sinonimo di generoso o altruista o, almeno, liberale. Probabilmente, per gli uomini facoltosi, i soldi possono essere lo strumento iniziale della fase di corteggiamento/conquista. Direi che potrebbe durare fino al momento fidanzamento (Trilogy da n carati) o, se siete fortunate, matrimonio (viaggio di nozze incluso, ma quello è perchè neanche a lui i Caraibi fanno schifo...). Poi, se va bene, vi dà un buget mensile e andateveli a comprare da sole i vestiti firmati.
Magari potete sperare in una cena il giorno dell'anniversario, se se ne ricorda...

Le donne amano essere conquistate nei modi più inaspettati. Tipo quando ti cedono il passo, ti aprono la portiera, quando dici: "Mi piace il teatro" (Volendo, ovviamente, intendere "Mi farebbe molto piacere andare a teatro con te") e il giorno dopo ricevono in regalo due biglietti per lo spettacolo più sfigato, nel teatro più scaroso della città... Ma chissenefrega, non pretendete mica di andare alla Scala... Insomma, le donne, cioè certe donne, amano gli uomini intelligenti, quelli che sanno "leggere dentro", che ci arrivano.

FEDELE: eh, sì, fedele... A chi non piacerebbe un uomo fedele, che non vi tradirebbe neppure se ci fosse la Schiffer a fargli il filo...
Beh, ma non siete mica sceme? L'uomo è uomo. "Deve" piacergli la Schiffer (o chi per essa), altrimenti dovreste farvi venire dei dubbi sulle sue preferenze... Se volete qualcosa di fedele, va meglio un barboncino. Quello non vede altri che voi. Bella soddisfazione, avete già vinto in partenza. Invece in un rapporto necessariamente diverso. Lui è fedele perchè lui ha scelto voi e non un'altra. E voi dovete impegnarvi perchè non rimpianga la sua decisione. Ha scelto voi, perchè è voi che vuole. La fedeltà è voler scegliere di nuovo, quotidianamente, l'uomo o la donna con cui avete deciso di stare, aver trasformato la scelta potenziale in azione, escludendo, allo stesso tempo, tutte le altre possibilità. Altrimenti è ricatto.

Per me ste 3 F sono una scusa bella e buona... Per me l'uomo perfetto avrà due qualità, riassunte da due lettere: le iniziali del suo nome e cognome. Punto.

Votati all'Impossibile

E voi con chi vi candidereste?
Tra i migliori partiti:

I PIRATI: partito degli hackers svedesi.
LE VERGINI: partito di militanti russe votate alla castità.
ELVIS: vorrebbero il dio del rock alla Casa Bianca. Beh, forse è un po' tardi...
BARBIE: non so bene quale potrebbe essere il programma politico. Sicuramente cambiare il colore delle poltrone in Parlamento. Per la serie: W le quote rosa.
PGB (i.e.: partito della gente del bar): il partito più goliardico della scena politica. Mica male...
LOVE = SEX: voti pochi, nessun eletto, ma record di volontari per la propaganda.

Sunday, July 16, 2006

Che spettacolo...

Benedetto XVI che suona Bach.

GP

Moto Mondiale: Gran Premio di Germania.
Se non l'avete visto vi siete persi una gara spettacolare. Rossi e Melandri, testa a testa fino all'ultima curva. Quasi come una finale mondiale.

Saturday, July 15, 2006

Shorhands

Just in case.

KISS.

Friday, July 14, 2006

Misteri ionici

Non pensavo che esistesse davvero un "Dottor Morte", uno che uccideva (pardon, che praticava l'eutanasia) con iniezioni di potassio. Pensavo fosse una leggenda metropolitana...
Invece esiste. Ed è anche un uomo un po' contraddittorio, a quanto pare. Beh, forse non tanto, visto che suicidarsi, mandando in palla tutti i sistemi elettrici dell'organismo, sarà anche il prototipo di delitto perfetto, ma non certo il metodo più rapido ed indolore.

Flatiron

L'ho letto stamattina sul giornale: da oggi c'è qualcosa di italiano in più a NYC.
Sono contenta, è uno degli edifici più caratteristici della città.
Ho una voglia matta di tornare a vederlo...

Thursday, July 13, 2006

Finally...

...He is back again!



Venerdì 14 luglio, ore 22,00, Italia 1.

EDIT: unfortunatly, stasera sono fuori. Potrei registrare, ma intanto non ho mai voglia di mettermi a rivedere le cose. Perciò, visto che già per l'ultima puntata della scorsa stagione mi sono avvalsa di un resoconto orale dettagliato... Beh, direi che replicherò!

Favourite Guys

Oggi ho visto un pezzo di un film, Jersey Girls, semplicemente perchè il protagonista è ben Affleck. Allora mi è venuto in mente di stilare la classifica dei miei attori preferiti.

1. Raoul Bova



2. Ben Affleck




3. Noah Wyle

Wednesday, July 12, 2006

Friends

Sono due sere che lo guardo su FOX. Mi ricorda quando facevo le medie. Era uno delle mie serie preferite. Mi fa venire in mente un sacco di cose... E mi piace questa sensazione...



I'll be there for you
Rembrants
So no one told you life gonna be this way.
Your job's a joke, you're broke, your lovelife's DOA.
It's like you're always stuck in second gear and
when it hasn't been your day, your week,
your month or even your year, but...
I'll be there for you...
when the rain starts to pour
I'll be there for you...
like I've been there before I'll be there for you...
'cause you're there for me too...

Your still in bed at 10 and work began at 8.
You burned your breakfast so far, things are going
great.
Your mother warned you there'd be days like these,
But she didn't tell you when the world was brought you down to
your knees.

No one could ever know me ...
No one could ever see me.
Seems you're the only one who knows ...
What it's like to be me.
Someone to face the day with ...
Make it through all the mess (ou rest ?)
with Someone I'll always laugh with ...
Even at my worst, my best with you, yeah.
It's like you're always stuck in second gear
and when it hasn't been your day, your week,
your month or even your year, but...

Sunday, July 09, 2006

Medici

L'INTERNISTA è quel medico che sa tutto, ma non fa niente.
Il CHIRURGO è quel medico che non sa nulla, ma fa tutto.
Il NEUROLOGO è quel medico che non sa niente e non fa nulla (mica per niente cercherè di specializzarmi in questo...)
L'ANATOMO PATOLOGO è colui che sa tutto e fa tutto...

... Ma ormai è troppo tardi!

Saturday, July 08, 2006

Amo

Amo le persone che si fanno conoscere poco a poco; quelle di cui si scopre sempre qualche lato nuovo, che non finiscono mai di stupirti. Amo le persone la cui presenza ne lascia soltanto trasparire l'interiorità, il cui aspetto non ostenta la loro grande ricchezza interiore. Sono le persone migliori, quelle che agiscono quasi inconsapevoli del loro valore umano. E che lo dononano a chi sta loro intorno, senza parsimonia, senza risparmiarsi, non come un tesoro da custodire gelosamente, ma come un dono che hanno ricevuto gratuitamente e che, gratuitamente, deve essere condiviso. Sono queste le persone che ti rendono felice ogni volta che ti regalano un po' del loro tempo, che tu giudichi preziosissimo e di cui non ti senti all'altezza.
Amo le persone che sanno inginocchiarsi e non hanno paura di farlo davanti agli altri, che, a volte, sembrano scettiche, ciniche o anticonvenzionali, ma che non sanno non credere. Perchè la loro fede non nasce dalla superstizione, ma dalla consapevolezza: consapevolezza del limite e ricerca di risposte.
Amo le persone che sono razionali, pragmatiche, attive, efficienti, ma che a volte si fermano e restano mute per l'emozione o per lo stupore.

Quando si parla di sentimento, si dice che non c'è ragione, che il sentimento non è razionale.
Non è vero. Ci sono delle ragioni ben precise per cui non tutti amiamo le stesse cose. Si possono elencare, come ho appena fatto. Il punto è che il sentimento non è una loro conseguenza, ma una premessa. Non è la ragione che fa nascere il sentimento, ma il sentimento che ti spinge a ragionare. Uno ama e diventa capace di osservare, cogliere, pensare.

La cosa più bella...

...di una settimana passata a Milano (a parte il viaggio di ritorno, NdR) è stato un biglietto allegato ad un regalo che una mia compagna mi ha dato per ringraziarmi per il tempo che le ho dedicato quest'anno.

E la dedica è questa:

Per Te,
che sai sempre quel che vuoi
e mai ti fermi davanti ad uno scoglio.
Per Te che
non attendi mai nulla dagli altri
ma offri sempre affetto ed amicizia.
Per Te che sei una meraviglia
e affronti tutto con energia.


Beh, fa sempre piacere sentirsi dire cose carine, soprattutto se sono inaspettate, soprattutto quando uno non fa nulla per meritarsele, massimamente se te le dice una persona che ti considerava un'arrivista e che, alla fine, si è sentita "spiazzata". Spero che non sia l'unica a pensarla così.

Praga

Se tutto va in porto. Meta delle vacanze: Praga, 8 - 13 agosto.

To be continued...

Stranezze

Se non mi conoscessi, se non mi conosceste, ma soprattutto se la farmacista non sapesse chi sono, vedendomi entrare con le braccia martoriate dall'ultima donazione, chiedendo: "un laccio emostatico, delle siringhe e un paio di guanti il lattice" uno non penserebbe subito ad una studentessa di Medicina, vero?

Acustica I

Dopo aver sviscerato nei minimi (quasi) dettagli la fisiologia della visione, penso sia giunta l'ora di passare ad un nuovo argomento.
Parliamo di acustica e del modo in cui il nostro apparato uditivo analizzi i suoni e ci permetta di discriminare non solo un rumore da un suono, ma suoni diversi o, ancora, stesse note emesse da strumenti diversi.

Cominciamo da qualche nozione fisica sui suoni.
Il suono è un onda che possiede almeno tre caratteristiche fondamentali: intensità, frequenza, timbro.
L'intensità è l'energia associata ad un suono, che ci permette di classificare i suoni in forti e deboli.
La frequenza è il numero di oscillazioni che l'onda sonora compie in un secondo. Ad ogni frequenza corrispondono note diverse. Per esempio il 131 Hz corrisponde al Do che si trova un'ottava al di sotto dell'ottava centrale su una tastiera, 1046 al Do che si trova un'ottava sopra. 440 Hz è una frequenza importante per accordare qualunque strumento e corrisponde ad un La.
Inoltre, come prevedibile da quanto ho appena scritto, a frequenze alte corrispondono suoni acuti, a frequenze basse suoni gravi.
In realtà, i suoni che percepiamo non sono puri, cioè costituiti da una singola frequenza, ma da frequenze diverse, in rapporti ben definiti (le armoniche) e di intensità variabile. Insomma, il Do di un pianoforte non può essere rappresentato da una sinusoide, ma dalla somma di sinusoidi diverse. E il l'onda che rappresenta Do emesso da una chitarra non ha la sstessa forma di quello di un violino o di un sax.

Penso di non aver aggiunto molte informazioni (anzi) alla vostra conoscenza musicale. Magari posso fare meglio con l'anatomia dell'orecchio.
La parte più affascinante del nostro apparato uditivo è la coclea.
Essa è una piccola chiocciola (gli anatomici non hanno molta fantasia), contenuta in una cavità ossea. E' delimitata da una struttura membranosa piuttosto elastica, che, intenrnamente, presenta delle specie di rampe, che la suddividono in tre scale: la timpanica, la media e la vestibolare.
Essa è connessa con la catena di ossicini (incudine, martello e staffa) che sono messi in vibrazione dal timpano.
La scala media contiene del liquido, l'endolinfa, mentre le scale timpanica e vestibolare contengono perilinfa (l'importanza di questa differenza risiede nella diversa composizione ionica dei due liquidi, in cui non entreremo in dettaglio).



Sulla membrana basilare ci sono delle simpatiche cellule capellute (di potrebbe tradurre così il termine Hairy Cells), che fanno fluire ioni quando deflettono i loro capelli in un senso e limitano l'influsso quando si piegano nel senso opposto. Questo corrisponde rispettivamente ad un aumento ed ad una diminuizione di corrente all'interno delle cellule recettoriali. Tale potenziale graduato (che è tanto più intenso quanto maggiore è la deflessione dei capelli), induce il rilascio di neurotrasmettitori all'interfaccia tra cellule capellute e terminazioni del nervo acustico, che induce l'insorgenza di potenziali d'azione.
Una seconda osservazione che dobbiamo tenere presente è che esistono cellule Inner ed Outer, poi capiremo perchè.



Ora, il potenziale d'azione è un'onda stereotipata, che dura 1 ms, e varia da -80 mV a +120 mV.
Esso è generato, come forse ho già detto, dall'apertura di conduttanze sulla membrana dei neuroni. Ha una forma, un andamento caratteristico, perchè deve essere univoco e riproducibile, chiaro e ben distinto da ogni rumore di fondo, rigenerabile e non attenuabile.
Insomma, in sistema nervoso ha deciso di utilizzare un segnale digitale e non analogico per essere certo che le informazioni non si eprdano e non si confondano. Questo, ovviamente, a scapito di un alfabeto complesso e modulabile. Un po' come usare un lettore mp3 invece dei dischi in vinile.

Dopo questo preambolo un po' complesso, arriviamo al punto.

Se abbiamo un alfabeto semplice, digitale, possiamo solo codificare poche informazioni. In particolare, utilizzando un potenziale stereotipato,l'unica cosa che le cellule possono fare è variare la frequnza di spiking e neanche di molto (c'è un limite massimo di scarica, che corrisponde alla frequenza di 200Hz).

Il problema è il seguene: come possiamo codificare 3 informazioni in questo modo?
E, inoltre, come possiamo coprire tutta la gamma delle informazioni che giungono alla coclea?

Dunque, il nostro orecchio ha deciso di connettere ogni cellula a più terminazioni nervose (10 per ogni Inner).

Per frequenze tra 20 e 200 Hz, le cellule capellute di deflettono con frequenza analoga alla frequenza dell'onda, da una parte e dall'altra, alternativamente. A seconda dell'intensità dell'onda la deflessione sarà più o meno importante e il flusso di ioni più o meno ingente. Il potenziale graduato nelle cellule capellute indurrà variazioni di corrente tanto più grandi quanto più la deflessione è grande.
Alcune delle terminazioni nervose connesse con le cellule capellute spareranno con frequnza identica a quella delle hairy cells, altre con frequenza tanto maggiore quanto più intenso è il potenziale graduato.

Ma se il suono non è puro?

L'orecchio ha elaborato in parallelo al meccanismo appena descritto, che può essere definito time code, un place code.

In sostanza, la coclea funziona come un insieme di filtri, un analizzatore di Fourier, che scompone qualunque onda in un insieme di suoni puri di frequenza definita.
Frequenze diverse raggingono punti diversi della coclea, deformandone la membrana. Insomma, ciascun punto subisce una deformazione massima per una determinata frequenza, con i suoni acuti che deformano massimamente la porzione basale, i suoni gravi quella apicale.

Questo permette di avvertire la differenza tra un pianoforte ed una chitarra, per frequenze fino a 200 Hz.



E per frequenze superiori?

Qui entrano in gioco le cellule outer, che amplificano la deformazione della membrana basale per frequenze specifiche, con un meccanismo diverso da quello delle inner, che permette loro di contrarsi a frequnze elevatissime (sono delle specie di piccole molle che si allungano e si accorsiano). Anche le outer sono connesse a delle terminazioni nervose. Il nostro cervello "percepisce" lo stimolo provieniente da un particolare gruppo di cellule inner più il gruppo di cellule outer di una specifica regione e lo associa ad una ed una sola frequenza.

Un ultima cosa. Perchè alcuni suoni danno una sensazione piacevole (consonante) ed altri no?

Il tutto dipende dalla forma spiraliforme della coclea. I suoni si spostano lungo la spirale a distanze ed altezze diverse.
La geometria della coclea permette che suoni con frequenze che sono in rapporti specifici (per esempio quelle ad un numero intero di ottave di distanza) si distribuiscano lungo i raggi della spirale. I raggi si "spostano" in senso orario man mano che le frequenze si vanno più alte, ma l'allineamento tra suoni con determinati rapporti è molto regolare. Inoltre, ogni nota, ovviamente, sarà rappresentata da più raggi (per quanto abbiamo detto prima, ogi suono è costituito da più onde sinusoidali). Maggiore è l'allineamento tra i raggi che rappresentano due note, maggiore è la sensazione di consonanza. Per esempio, un Do ed un Mi hanno un raggio comune e stanno bene se percepiti simultaneamente. Un Do e il Do ad un'ottava di distanza hanno tutti i raggi in comune, e sono molto piacevoli da udire simultaneamente, anche se distribuiti ad altezze diverse. Un Do ed un Si non hanno raggi comuni e danno un effetto dissonante se suonati insieme.

That's it!

Spero di non avervi annoiato troppo. Io mi sono divertita un sacco a scrivere.

Friday, July 07, 2006

Illusioni Ottiche III

Siccome sono troppo stanca per scrivere qualunque cosa sensata, "Enjoy it by yourselves".

Wednesday, July 05, 2006

Si ricomincia dalla C

Juve in C?
Un po' mi fa piacere. E non sono interista. Vediamo se siamo davvero capaci di giocare.

Notti Mondiali

Essere a Milano quando gioca l'Italia significa non poter restare all'oscuro dell'andamento della partita. Anche con la tv spenta, sai sempre cosa succede. I condomini ti informano. e' diveretente, se uno non volesse dormire...

Si replica domenica. Con un esame il giorno dopo. :-(

Bravi e Belli

Grazie a Grosso. In tutti i sensi. perchè fa sempre piacere vederlo giocare. O vederlo. Punto.

Sunday, July 02, 2006

SMS

Molti mi dicono che sono attenta e premurosa. Che mi ricordo di un sacco di cose. Che trovo sempre una parola buona per tutti.
Perchè vorrei che tutti si comportassero così con me? Forse.
O forse no. Perchè, in relatà, non penso mai a cosa vorrei che gli altri facessero per me.
Lo faccio e basta. Non mi creo aspettative.
Forse è per evitare delusioni? Forse.
Prevengo ciò che gli altri non avrebbero fatto. Scrivo un messaggio per fuggire il silenzio che regnerebbe se non prendessi l'iniziativa. Scrivo grazie prima di ricevere un favore. Gioco di anticipo.
Per non vedere crollare le mie mille illusioni? Forse. O forse no. Perchè non tendo a ricattare. Non lo faccio una, due, tre volte e poi vedo se la lezione è stata appresa. Lo faccio cento, mille volte e ancora.
Perchè sono fatta così. Perchè sono felice nell'immaginarmi il sorriso sui volti di chi non vedo. In coloro che ricevono da me qualcosa che, forse, non si aspettavano. Non voglio vedere se il sorriso c'è davvero. Non mi interessa. Voglio immaginare che ci sia. Perchè penso che io, al loro posto, sorriderei. E sono felice.

Paura (Messaggio per un'amica)

Quando si ha paura ci si sente stupidi. La mia mamma da piccolina mi deiceva che la paura è fatta di niente. Eppure quando sei nel panico, sembra avere una bella consistenza.
In effetti la paura è una sensazione estremamente importante. E' un'emozione necessaria per la stessa sopravvivenza. E' la paura che attiva tutto il nostro sistema nervoso ortosimpatico in caso di pericolo, quello che media le risposte "fight or fly" (aumento frequenza e forza di contrazione del cuore, dilatazione albero polmonare, aumento pressione...).
Insomma, abbiamo paura perchè, in un certo senso, abbiamo cara la pelle.

E non è una reazione propria solo deglia animali dominati dall'istinto.

E' tipica anche nell'uomo, nonostante e, forse, grazie alla sua propria razionalità.

Sì, la paura è propria della natura umana. Anche Cristo ha avuto paura mentre era in preghiera nell'Orto degli Ulivi. Avrebbe forse detto, altrimenti: "Padre, passi da me questo calice"?
Gesù aveva paura della sofferenza cui andava incontro.
Ma a differenza di noi, che molte volte ci fermiamo a questo, alla paura, Lui ha aggiunto "Non la mia, ma la Tua volontà".
Sì, non quello che l'uomo pensa buono per sè, ma ciò che Dio sa essere bene per l'uomo.
Insomma, la fiducia nel progetto del Padre cambia la prospettiva. Non ti fa diventare un supereroe, non ti fa smettere di tremare, ma ti fa agire.
Se si voltano le spalle alla Sua Volontà, magari ci si sente subito sicuri. Ma non si sa cosa fare. Si muore prima del tempo, perchè si rimane immobili, agghiacciati.
Se ci si fa prendere per mano, si continua a non trovare un senso, forse, ma non ci si ferma. Si va avanti e lo si cerca. Perchè si sa già in partenza che un senso c'è ed è questo:
"Chi salverà la sua vita la perderà e chi la perderà sarà salvato".
Abbi paura. E sii serena.

Illusioni ottiche II (commento)

Siccome uno si sente sempre un po' in debito quando una persona ti dedica del tempo, nonostante sia stanca e magari voglia riposare un po', il tempo che ho speso a scrivere il post precedente è un po' come se fosse un" risarcimento". Piacevole, spero.

Illusioni ottiche II

Una seconda illusione ottica.


Cerchiamo di capire come funziona.

A livello della retina noi possiamo vedere con accuratezza tre soli colori in visione diurna (o fotopica, mediata da recettori chiamati coni) e un solo colore in visione notturna (o scotopica, mediata dall'unico tipo di bastoncello che possediamo).





Il problema nasce da due considerazioni:
a) Abbiamo la necessità di vedere più di 4 colori, per "decifrare" il mondo che ci circonda.
b) Uno stesso tipo di segnale può essere evocato da un raggio d'onda a bassa intensità, della lunghezza d'onda corrispondente al picco (quella per cui si ha massima eccitazione dei recettori con minima energia di attivazione), oppure da una qualsiasi altra onda con frequenza compresa nello spettro di sensibilità di uno o più recettori, con energia via via crescente quanto più ci allontaniamo dal picco e ci portiamo verso le code delle gaussiane. In sostanza, vi è un solo stimolo massimamente adeguato per eccitare il fotorecettore e tanti stimoli via via meno "specifici", che, comunque, evocano una risposta. (Questo è lo stesso principio per cui un pugno in un occhio fa vedere le "stelline").

Tutto questo crea un po' di ambiguità.

Come possiamo risolvere?

E' necessario ridurre l'ambiguità integrando i vari segnali, cioè riuscendo a decodificare non un segnale assoluto, ma relativo. Mi spiego. Se un onda ha frequenza 564 nm, i coni massimamente eccitati saranno quelli che trasducono il colore giallo. Ma se l'onda ha una frequenza capace di eccitare due neuroni, per esempio giallo e blu, allora il colore risultante sarà dato dall'integrazione dei due segnali e sarà verde.

Ma non è finita.

Nella nostra corteccia visiva esistono neuroni capaci di aumentare notevolmente il confronto tra due seganali opposti. In che modo?
Beh, se consideriamo che per ogni colore primario esiste un complementare (dato dalla combinazione degli altri due primari, come nel caso del rosso e del verde = giallo + blu), sarebbe intelligente riuscire a codificare la differenza di attivazione tra popolazione di neuroni che dicono "rosso" e quelli che dicono "giallo" e "blu" = "verde".
Esistono gruppi di neuroni adatti allo scopo.
Sono le cellule ad opponenza cromatica.
Ne esistono di due tipi.
Quelle ad opponenza semplice sono eccitate da un colore, inibite dal suo complementare.
Quelle ad opponenza doppia hanno un campo recettivo distinto in una periferia ed in un centro. Il centro è eccitato da un primario ed inibito dal complemantare. La periferia, viceversa, è inibita da un primario ed eccitata dal complementare.

Inoltre ogni periferia inibisce il centro delle cellule vicine quando è attivata, in maniera proporzionale alla sua stessa attività.

Risultato: se attivo i centri dei campi recettoriali con il rosso essi saranno molto eccitati e poco inibiti, mentre le periferie non saranno sede di alcuna attività elettrica.
Viceversa, guardando un bel prato verde, eccito molto le periferie che inibiscono fortemente i centri. Il risultato è che il mio cervello sente un fortissimo segnale che "dice": "Verde, verde, verde!!!".

Beh, ma che cosa vuol dire, per un neurone, essere eccitato, segnalare?

Le cellule del sistema nervoso segnalano la loro eccitazione (cioè la ricezione di uno stimolo adeguato, a volte un cambiamento di voltaggio, molto spesso l'arrivo di un trasmettitore chimico) con dei segnali elettrici, i potenziali d'azione.

La membrana del neurone e il suo assone può essere rappresentata da una serie di circuiti RC.

Se se ne considera uno, troviamo:
a) una capacità di membrana, che, essendo composta da molecole cariche, attira gli ioni intra ed extracellulari, come le armature del condensatore sono capaci di accumulare cariche.
b) una resistenza interna all'assone, che si oppone al passaggio delle cariche.
c) una resistenza di membrana, data dalla presenza di pori transmembranari ad apertura regolata, chiamati canali.

In pratica i canali, più che resistenze, sono delle conduttanze variabili. I più comuni sono quelli che si aprono in risposta a cambiamenti di carica intra-extracellulare, detti Voltage Operated Channels (VOC). Essi possono presentarsi in almeno tre stati:
Aperto: lascia passare cariche
Chiuso: non lascia passare cariche
Inattivato: non lascia passare cariche
Le differenze tra chiuso ed inattivato sono due.
Innanzitutto le parti del canale che determinano gli stati sono differenti, pezzi diversi del canale (come le doppie entrate delle case americane che si vedono nei film, quelle con la veranda).
Secondo, è molto ma molto più probabile che un canale passi da uno stato chiuso ad uno aperto, da uno aperto ad uno inattivato e da uno inattivato ad uno chiuso che qualsiasi altra combinazione. (Anche se, parlando di eventi stocastici, non si può mai dire con certezza...).
In sostanza è molto più probabile che se un canale non è inattivato si apra del tutto ad ogni minima variazione di voltaggio.
Una volta aperto tenderà prima ad inattivarsi (perchè è un passaggio fortemente dipendente dal potenziale di membrana, come per l'apertura, e molto più veloce della chiusura completa; come se una delle due porte della casa americana si chiudesse a scatto) e poi a chiudersi del tutto e non a riaprirsi immediatamente.

Poichè apertura ed inattivazione sono quasi consequenziali, tanti più canali apro, tanto più alzo la probabilità di trovarne un buon numero inattivati. Se invece molti canali sono chiusi, perchè la cellula non è eccitata oppure qualcosa la inibisce, allora la porta di inattivazione sarà aperta ed il canale pronto ad aprirsi completamente.

Potremmo vedere l'inattivazione come la sicura di un fucile.
Se non ho la sicura sono pronto a premere il grilletto (opening).
Se ho la sicura (cioè sono inattivato) non potrò mai sparare. Prima devo togliere necessariamente l'inattivazione.
E se ho appena sparato è probabile che io rimetta subito la sicura e non possa sparare per un po' (come se dovessi rimettere la cartuccia ad ogni shot).

Concludendo, se guardo un prato verde, tutti i miei fucili in periferia stanno sparando. Ad ogni colpo mettono la sicura e per qualche secondo non possono più lasciare fluire ioni.
I fucili nel centro del campo recettivo, sono tutti senza sicura, pronti all'azione, ma non c'è nessuno che preme il grilletto. Anzi, c'è proprio qualcosa (l'attività della periferia), che impedisce agli artiglieri di imbracciare le armi, prendere la mira e sparare.

Ma se, all'improvviso, io sposto il mio sguardo su un segnale neutro, come uno sfondo bianco, che in condizioni normali farebbe sparare un po' il centro e un po' la periferia (il bianco è la somma di tutte le lunghezze d'onda dello spettro, perciò corrisponde ad una attività non particolarmente intensa, ma molto, molto diffusa), quando ho quasi tutta la periferia inattivata e quasi tutto il centro pronto a sparare, il segnle differenziale sarà alto: il centro sarà in grado di sparare molto più della periferia e il segnale "Rosso, rosso, rosso!!!" sarà molto più forte del flebile "verdeeee" della periferia.

Ecco spiegato l'arcano mistero dell'opponenza cromatica.